Psicomotricità relazionale genitore e bambino

Aggiornamento: 10 nov 2020

“Un bambino aperto è un bambino che sa accogliere, che sa esprimersi agli altri e sa porre domande a chi gli sta intorno. E’ un bambino che prova piacere nel dare e nel ricevere, nello scoprire e nel conoscere, un bambino curioso di tutto. E’ un bambino felice di vivere, che esprime i suoi desideri senza timori, senza dubbi, che si sottrae al dominio degli adulti che gli sono vicini ed ha il coraggio di dire no. E’ un bambino riconosciuto nella sua originalità, nell'espressione del suo mondo interno tramite il corpo, un bambino che può comunicare e pensare.”

Bernard Aucouturier


La psicomotricità educativa relazionale, attraverso il gioco spontaneo del bambino, sottolinea l’importanza del corpo come mezzo di comunicazione e manifestazione del proprio essere al mondo, come mezzo per esprimere le proprie emozioni. Il movimento del corpo è la via per scoprire i propri confini, le proprie possibilità, i propri limiti; è la via per esplorare e costruire l’esperienza spazio-temporale, è il mezzo per conoscere se stessi e l’altro, per condividere le proprie esperienze.

Il gioco è la modalità privilegiata per esprimere se stessi, le proprie difficoltà, le proprie paure, le insicurezze, la rabbia, l’aggressività, ma anche per condividere momenti di piacere.

La psicomotricità educativa relazionale rappresenta uno strumento educativo globale che favorisce lo sviluppo affettivo, relazionale e cognitivo del bambino riconoscendone e valorizzandone le risorse individuali; è la base dalla quale partire perché il bambino possa sviluppare autonomia, creatività e autostima.


Il setting psicomotorio

Basato sul clima dell’ascolto, dell’accoglienza e dell’assenza di giudizio, vede il corpo come mezzo di comunicazione, contenitore e via di accesso del mondo emozionale che si esprime attraverso il linguaggio non verbale.

E’ attraverso il proprio corpo che il bambino prende coscienza e consapevolezza della realtà circostante ed il corpo rimane il punto di riferimento per il bambino anche per l’acquisizione dei principali concetti topologici e temporali legati all'organizzazione e strutturazione spazio temporale, prerequisiti necessari per l’apprendimento.

Il setting stesso è suddiviso in diversi tempi e spazi per consentire lo sviluppo del gioco psicomotorio nei suoi tre aspetti principali: gioco senso-motorio, gioco simbolico e gioco di socializzazione.


Il cerchio

I bambini vengono riuniti in cerchio, vengono ricordati i loro nomi e le regole (non fare male agli altri e fare attenzione al proprio corpo, non distruggere il materiale o il gioco degli altri).

Viene poi presentato lo spazio e le diverse possibilità di uso dello spazio e del materiale:


Lo spazio del gioco tonico-emozionale: permette ai bambini di vivere momenti di rassicurazione profonda, attraverso l’utilizzo di materiali quali materassi, cuscini di varie dimensioni, e di vivere la propria voglia di movimento attraverso la ricerca di disequilibrio, dondolio, della caduta, del rotolamento. E’ l’area della stimolazione labirintica e propriocettiva nella quale si formano i primi nuclei del Sé;


Lo spazio del gioco senso-motorio: predisposto con piani morbidi rialzati ed inclinati e materassi, atto a favorire l’espressività corporea globale del bambino, a sperimentare e costruire momenti di autonomia e ad arricchire il Sé corporeo attraverso l’interiorizzazione delle prime competenze motorie;


Lo spazio del gioco simbolico: dove prendono forma, attraverso i tessuti, le stoffe, le corde, i blocchi di gommapiuma, giochi che richiamano al mondo fantastico del bambino: attraverso le azioni dell’apparire e sparire, del riempire e svuotare, dell’ordinare e mettere in disordine, del costruire e del distruggere, attraverso giochi di fiducia e di aggressione simbolica, di travestimento, emergono immagini significative della vita del bambino, sensazioni, emozioni e ricordi;


Lo spazio della rappresentazione tonico-emozionale: dove il corpo si ferma ed il bambino passa alla rappresentazione mentale del proprio vissuto corporeo.


Quali strumenti e materiali usare:

  • cubi e parallelepipedi in gomma piuma (a casa potete utilizzare scatole di cartone);

  • attrezzi e piani inclinati (morbidi) per arrampicarsi e per saltare;

  • specchio;

  • corde, bastoni e tunnel, scatole di varie dimensioni (si possono utilizzare scatoloni di varie grandezze, i bastoni che si utilizzano sono quelli morbidi della piscina);

  • palle di varie dimensioni;

  • cerchi di varie dimensioni e materiali, rigidi e morbidi;

  • costruzioni di legno, animali, didò, libri, fogli e colori (meglio se il foglio viene appeso in verticale;

  • tessuti e stoffe di vari colori e dimensioni (si possono utilizzare sia stoffe di cotone sia foulard trasparenti e colorati).


DOMANDA GENERATIVA:

Come può il movimento favorire gli apprendimenti?

Nei primi tre anni di vita si costituiscono le basi della personalità dell’individuo, grazie al quale la coscienza di sé come persona unitaria ed autonoma raggiunge un livello di maturazione emotiva che gli permette di allontanarsi e riavvicinarsi alle figure genitoriali.

Il bambino ricerca situazioni fusionali all'interno delle quali ritrova il contenimento e la protezione, ma allo stesso tempo ricerca anche situazioni affermative (i famosi NO) per scoprire e consolidare la propria personalità.

E’ il periodo in cui si sviluppa il gioco, il gioco è esperienza privilegiata per mettersi in discussione, creare un dialogo tra il mondo interiore e quello esterno.

Attraverso il gioco il bambino esprime se stesso e le sue emozioni, ed allo tesso tempo “lavora” su percezione, integrazione multisensoriale, schema corporeo, organizzazione spaziale e temporale, coordinazione motoria, memoria, attenzione, motricità fine, controllo posturale, coordinazione oculo manuale etc., che saranno fondamentali per l’acquisizione delle abilità di base per l’apprendimento della scrittura, lettura e delle operazioni logico matematiche.



La emozioni positive e negative, la stima di sé, la consapevolezza ed il riconoscimento delle proprie risorse e dei propri limiti, la propria autonomia, il proprio saper condividere con gli altri tempi e spazi, la creatività e l’autostima sono parte integrante del processo di crescita e di apprendimento. Tutto questo si sviluppa a partire dalla nascita in un processo continuo che deve essere sostenuto e riconosciuto dall'adulto, in particolare gli adulti di riferimento.


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